Fondazione A.R.C.A è membro dell’IUCN Italia

Fondazione A.R.C.A è membro dell’IUCN Italia

A partire da Gennaio 2021 Fondazione A.R.C.A. è ufficialmente membro dell’IUCN, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, organizzazione globale impegnata a trovare soluzioni pragmatiche per le sfide ambientali e di sviluppo più urgenti, che associa oltre 1400 membri appartenenti a più di 170 stati. 

Essendo l’IUCN il più autorevole Ente di conservazione della natura, è per Fondazione A.R.C.A un grande onore aver ottenuto il riconoscimento del lavoro svolto ed allo stesso tempo è un severo impegno di fronte alle urgenti sfide del futuro in ambito ambientale. “Essere parte di questo prestigioso network voluto dalle nazioni unite - spiega il Presidente - ci impegna nel selezionare progetti e coinvolgere figure professionali nella tutela delle specie a rischio di estinzione senza tralasciare i temi dell’ inclusività sociale, della divulgazione naturalistica di qualità ed infine della sostenibilità”. 

 

COS'È LA IUCN? 

Questa organizzazione nasce nel 1948, e inizia presto a ricoprire un ruolo di primo piano nello sviluppo di una coscienza globale volta alla salvaguardia del mondo naturale. La IUCN è stata coinvolta nella creazione del World Wildlife Fund (WWF) e nella stipulazione della Convenzione Internazionale per il commercio di specie a rischio (CITES) ed è oggigiorno l’organo di riferimento per l’ONU per quel che concerne la salvaguardia della natura.
Uno degli strumenti più importanti sviluppati dalla IUCN è la Red List of Threatened Species (lista rossa delle specie minacciate), dove le varie specie (animali, vegetali e funghi) sono classificate secondo categorie che ne identificano il rischio di estinzione. Queste categorie vengono assegnate in maniera sistematica riferendosi a vari criteri che includono il numero di individui, la distribuzione della specie, l’andamento della popolazione (se in crescita, stabile o in declino), le minacce presenti nell’habitat naturale, se la specie è di interesse commerciale e così via.
 
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Lo sforzo di valutare e assegnare una categoria alle specie viventi ricade su una rete globale di circa 8000 esperti che si occupano della Red List su base volontaria.   
Dai grandi mammiferi ai funghi, dalle specie vegetali agli artropodi, la Red List è considerata il “barometro” della vita sulla Terra. La valutazione del rischio di estinzione espressa nella red list per una specie è utilizzata da organi decisionali, governativi e non. La red list è infatti in grado di dare informazioni riguardo la possibilità o meno di sfruttare certe specie, oppure se per una specie ci sia bisogno di intervenire con azioni mirate come l’allevamento in ambiente controllato e la reintroduzione. Ad oggi sono state valutate quasi 130.000 specie, e la IUCN punta ad aumentare questo numero nel prossimo futuro, per avere un’ancora più chiara idea della situazione delle specie, animali e non solo, sul nostro pianeta. 
 
 
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Ed è proprio grazie a questo strumento, la Red List, che abbiamo un’idea della situazione della vita sulla terra, e questa idea può guidare l’operato di tutti noi, dai privati ai governi. Sappiamo che oltre 35.000 specie sono a rischio di estinzione: il 40% degli anfibi, il 34% delle conifere, il 33% dei coralli, il 33% di squali e razze, il 26% dei mammiferi e il 14% degli uccelli ricadono nelle categorie VU, EN e CR.